Mi ero già gasato all’idea quando recensii la colonna sonora di Tron di Wendy Carlos nel Giugno del 2009. Quando sono usciti i primi trailer poi.. addio. Questo (forse) eccessivo entusiasmo deriva dall’importanza che ho riposto nella pellicola del 1982, mi spiego: ho sempre visto Tron come una stele nera di 2001 Odissea nella Spazio in miniatura, qualcosa di fortemente simbolico che preannuncia un futuro nuovo, diverso, mmm… evoluto. Per la prima volta viene rappresentato il cyberspazio e le sue implicazioni temporali, funzionali, filosofiche, senza che nessuno sappia ancora come funzioni a livello di programmazione un videogame o un Personal Computer.
Ma arriviamo al dunque. Tron Legacy. Con una frase te lo riassumo così: un film stupendo con un po’ di cavolate madornali.. Va visto più di una volta perchè ci sono un sacco di input e output che richiedono più di una passata per essere compresi chiaramente. Non a caso i due principali writers del film sono ex militanti di Lost e fedelissimi di J.J.Abrams: Edward Kitsis e Adam Horowitz.
Ho trovato la storia interessantissima, in poche parole i concetti del Tron precedente si evolvono fino ad arrivare alla creazione di un’esistenza utopica che combina gli alti valori umani e il mondo digitale. Aggiungiamoci anche un po’ di filosofia orientale che non guasta mai: la ricerca costante della perfezione porta all’imperfezione durante un processo che smaterializza i nostri ideali iniziali e muta drasticamente la percezione di cosa e come “lo stiamo facendo”. Si raggiungono forse risultati migliori a non fare? Sono tutte domande che Kevin Flynn si pone nella sua cybergabitazione, e qua arriviamo alla cosa che mi ha esaltato di più, la struttura e l’arredamento è ispirato liberamente all’ultima parte di 2001 Odissea nella Spazio dove il concetto di Spazio/Tempo vengono ridotti ai minimi termini come la stessa esistenza: “limitata” alla soddisfazione dei bisogni primari: cibo/bagno/invecchiamento/nascita, questa citazione unita alle problematiche filosofiche di Flynn mi hanno fatto uscire il cervello dalla calotta cranica.
Tutta la parte citazionistica e di rimando a Tron 1982 è stata eseguita in maniera magistrale, l’ufficio e la sala giochi di Flynn Senior sono stati ricostruiti perfettamente, e alcuni elementi del primo film si rivedono nel secondo con qualche miglioria ma senza scaravoltare tutto: una cosa di non poco valore.
Quello che mi ha lasciato perplesso. A livello tecnico il fatto che l’inizio e la fine sia stato girato in 2D per me è uno sbaglio clamoroso. Prima del film ti avvertono della cosa dicendoti comunque di tenere gli occhialini per tutta la durata della proiezione… Io ho resistito 5 minuti poi me li sono tolti, la visione era troppo scura e fastidiosa. E poi c’è Clu, che è il programma con le sembianze di Jeff Bridges fermo al 1986… è fatto veramente da dio, ma si intravede ancora l’artificialità della cosa, e allora fallo vedere poche volte in pieno volto porca vacca invece di sbatterlo sullo schermo in continuazione! Il personaggio Castor interpretato da Michael Sheen mi ha lasciato un po’ così… un po’ troppo rock’n'roll e umano per un cybergspazio. Il cameo dei Daft Punk per me dura troppo, vengono ripresi più e più volte nella stessa scena e gli si rivolge pure la parola. Tron ha un ruolo mooolto secondario (non si capisce perchè questo film continui a chiamarsi Tron… anche se Legacy), è passato dal “lato oscuro” e ha un improvviso cambio di rotta nella fine salvando tutto e tutti…. bhà!
Ma dette queste cose, non bastano a farmi pensare che Tron Legacy sia un film “così così”, perchè tutto il resto è talmente ben fatto e riuscito che rimane a pieno titolo il degno successore del Tron 1982.. che non è un filmetto di fantascienza quasi dimenticato come sostiene Adam Rogers (editor di Wired US e mi riferisco all’articolo su Tron pubblicato nel numero di Gennaio di Wired) altrimenti Lev Manovich non si sarebbe scomodato a citarlo ripetutamente nella sua Bibbia 2.0 il Linguaggio dei Nuovi Media.. dagli una ripassata che è meglio.
Soundtrack… bè qualcosa di incredibile che merita un articolo a parte









